Archivi categoria: Portami al cinema

Tra labbroni e lacrimoni, ecco le note che non ti aspettavi…

Non c’era nemmeno bisogno di farla piangere così tanto, almeno secondo me, per convincerci che era brava. Angelina Jolie ha recitato una grande parte nel film Changeling. Dicono che recitare grandi parti sia più semplice se si recita in un grande film, e questo lo è. La scrittura è di un certo Clint Eastwood.

Ma la sorpresa è arrivata alla fine del film questa volta. E non intendo il finale della storia, intendo proprio i titoli di coda. Sembra infatti che questo tal Clint Eastwood oltre a recitare, dirigere e scrivere ottimi film, si diletti anche nel comporne le colonne sonore. Insomma, me ne stavo inchiodato sul divano cercando una scusa tra i titoli che scorrevano per rimanere all’ascolto di questa musica bellissima, e cosa ti leggo? Music by Clint Eastwood.

Tanto di cappello. E quando sarai stanco vai pure in pace Clint, che Dio ti benedica. Amen.

PS – questo post me lo ero tenuto in canna così come tanti altri, ma avendo visto un paio di giorni fa GRAN TORINO, non potevo non pubblicarlo. Tutto confermato: grande film, ottima colonna sonora, sempre tutto by Clint Eastwood (e Kylie, che può essere la moglie o più facilmente la figlia, non ho voglia di controllare).

Patrick Tillman (1976-2004)

Patrick Tillman (1976-2004)

[Ma dove vivo per non conoscere storie come quella che ho sentito ieri? Me lo chiedo certe volte. Per fortuna oggi a pranzo ho fatto un sondaggio, e su 6 colleghi nessuno aveva mai sentito di quanto sto per raccontarvi. Un pò questo fatto mi ha consolato, ma non troppo.]

Patriottismo. Marketing per vendere la guerra. Valori trasmessi dalla famiglia. Insabbiamento di indagini. Atroce dolore per la perdita di un figlio. La vicenda di Pat Tillman fa pensare a una miriade di cose tutte insieme.

Un amato campione sportivo con un contratto da 3,6 milioni di dollari pronto da firmare. L’ha cestinato e ha abbandonato il football. La causa? L’ 11 Settembre, che piomba nella sua vita nei giorni di massima gloria sportiva.

Ha detto Mio nonno ha dato quello che doveva quando il paese ne ha avuto bisogno, mio fratello si sta arruolando, io non posso stare a guardare. Dove può arrivare il cuore di un uomo quando è convinto di fare la cosa giusta? Già: quando è convinto, a ragione o a torto che sia.

Rumsfield trova così lo spot perfetto, lo spot ideale, per la sua guerra lampo : scrive personalmente una lettera a Pat ed è pronto a spianargli la strada. Ma il giovane oltre ad avere pompate nel sangue dosi massicce di Patriottismo, possiede anche una considerevole quantità di PALLE. Declina le “protezioni”, se ne frega di poter essere nominato già ufficiale – è laureato – e finisce dritto nei normali plotoni dei Rangers, assieme ai diciottenni strafatti di crack che vedono nell’esercito solo l’ultima spiaggia.

Prima missione nel 2003: Iraq. Una bella moglie che lo aspetta a casa per 6 mesi, un paese che è orgoglioso dei suoi ragazzi, e tutto fila liscio. Al ritorno dirà che gli Stati Uniti hanno dato l’impressione di non sapere bene cosa fare laggiù.

Seconda missione nel 2004: Afghanistan. E stavolta è fatale. Il 22 Aprile di quell’anno Tillman perde la vita in uno scontro a fuoco.

Le Autorità : Pat è morto da eroe durante un’imboscata, salvando la vita ai suoi compagni.

Ah si?

Peccato che ci fosse lì nella stessa missione anche il fratello Kevin, che non si è convinto della versione ufficiale. Peccato che anche la madre, in preda ad un sesto senso, non l’abbia bevuta. Peccato che Rumsfield – che al momento opportuno ha pensato bene di sparire da questa storia – non abbia fatto i conti con la popolarità del personaggio che gli si è rovesciata addosso. Dopo 6 mesi di totale ostruzionismo da parte di Esercito, Governo, tutto & tutti, finalmente la madre è riuscita a sapere l’atroce e beffarda verità: FUOCO AMICO.

Pat Tillman è stato ucciso dai suoi stessi commilitoni durante uno scontro a fuoco fortuito e confusionale.

Il fuoco amico è un tragico fatto della guerra. Questo governo, questo esercito, chiunque abbia preso parte a queste bugie non ha mentito soltanto a noi, ma a tutto il popolo americano. Non solo hanno mentito sul fatto che Pat fosse stato ucciso dai nemici, ma hanno inventato questa storia per farne un eroe da cartone animato e fare pubblicità alla loro guerra.”

Mary Tillman, madre di Patrick

Di sicuro il buon Pat e la sua storia sono un perfetto esempio di ciò che trasmette il film “Leoni per agnelli”, che vi consiglio. Senza ulteriori commenti.

 

La geometria e le distanze incolmabili

Io sono sempre stato bravo in matematica. Sia per predisposizione sia per aver avuto dei bravi maestri. L’ultimo di questi, il più speciale, aveva una fissazione per la Geometria euclidea. Andando contro la corrente dei docenti più giovani che pian piano sostituivano i programmi di Geometria con dosi più massicce di algebra e iniezioni della “neonata” informatica, lui ci costringeva a spremere le meningi per risolvere i famosi quanto ostici teoremi. Una ginnastica per il cervello che a mio avviso non ha eguali.

Ieri ho visto Annozero e ci sono rimasto di merda, in senso positivo però. Non immaginavo che Santoro fosse a tal punto un genio. Da oggi ho la ferma convinzione che Santoro sarà il mio professore di Geometria preferito. Infatti così come la Geometria è una palestra importante per aggredire razionalmente un problema, allo stesso modo un buon programma di dibattito politico è fondamentale per crearsi un pensiero critico sul mondo che ci circonda.

Ho visto domande vere, risposte affilate e appassionate, tensione sul volto degli invitati, e tanta credibilità. Tutti hanno fatto tremendamente sul serio, nessuno escluso. Ed è merito del padrone di casa se questo è avvenuto. Ho visto un programma che ha fatto cultura. Dove anche gente che detesto, come Mieli o Pomicino, è riuscita ad insegnarmi qualcosa. Il campo da gioco era ideale perchè sterminato: Andreotti, mafia, P2, Falcone, le stragi, Moro, Sindona, tutto.

Qual è stata la risposta di Santoro ai suoi detrattori dell’ultima ora? Semplice: ha sbattutto loro in faccia com’è che si fa il proprio mestiere. Punto.

C’è una distanza incolmabile tra Santoro e presentatori-zerbino come Vespa o Mentana, e questo è risaputo. Ma non è solo su questo che si è basata la bellezza del programma. Ne’ sono stati gli interventi giornalistici di Travaglio o la gradita presenza di Sorrentino- che presentava il suo ultimo film IL DIVO – a fare la differenza, seppure importanti.

Ciò che mi ha sconvolto positivamente è stato come ne sono usciti i cosiddetti cattivi: quello che fa più male probabilmente ai nani del potere attuale è proprio vedere gli uomini del potere di allora e la statura sproporzionatamente più elevata di questi ultimi. C’è, infatti, distanza incolmabile anche tra l’allora ministro della giustizia Martelli e quello uscente Mastella. C’è distanza incolmabile tra i politici considerati spregevoli della Prima Repubblica, come può essere un Pomicino, e quelli di oggi, come un Gasparri o un Calderoli. Così come c’è una distanza incolmabile tra chi pur essendo visibilmente istituzionalizzato e inquadrato come Mieli ha la fortuna di lottare nel campo della carta stampata e chi invece, ahimè, galleggia nelle emittenti televisive, Riotta in primis. Si potrebbe andare avanti per ore, credo sia chiaro il concetto.

E’ stato questo, ieri, il pugno in faccia di Santoro contro chi ci vorrebbe tutti figli di Italia 1.