10 euro e tu non esisti più

Non si fermerà mica qua adesso… Porca putt***. Lo sapevo. Ora mi tocca prelevare mentre questo se ne sta seduto sul vaso qui dietro, sul marciapiede. Ma cosa insiste? Gliel’ho detto che non ho moneta. O lo mando a quel paese o quando mi giro mi toccherà riprendere la discussione. Che palle.

E infatti non reggo. Riprendo il bancomat, prendo le banconote….Tieni. Dieci euro. Il tizio – sulla quarantina, di origini arabe – mi prende la mano e me la bacia come fossi il Papa, quasi inginocchiandosi e iniziando a piangere. Ha un odore allucinante. Una giovane coppia con bimba e carrozzina si fa strada a fatica superandoci e ci osserva per capire cosa sta accadendo. E’ tutto ok dico, molto imbarazzato. Anche la gente alla fermata del tram si sta girando curiosa verso di noi. Ben mi sta. Perchè adesso mi vergogno cento volte di più di quanto mi sarei sentito a disagio a insaccare i 150 euro nel portafoglio con lui davanti. Non era un vero atto di carità il mio. L’ho capito proprio mentre mi ringraziava in quel modo scomposto che ha attirato l’attenzione di tutti. La mia era semplice voglia di togliermelo dalle palle, e avevo puntato 10 euro come buonuscita per la mia coscienza, che avrebbe così potuto tornare a pensare a cose serie, del tipo: dove vado adesso a bere qualcosa ? In sostanza: 10 euro e facciamo che tu non esisti, nè tutti quelli come te. Grazie. Che triste equazione eh?

Ai semafori non dò mai un centesimo. Eppure avevo una tradizione davvero bizzarra durante gli anni universitari: mi ero promesso che tutte le volte che un esame fosse andato bene avrei fatto un’elemosina seria al primo lavavetri incontrato sulla via del ritorno a casa. Spesso è accaduto. Seria significava almeno 5000 lire. Che senso aveva? Bo…

Che dire? Esiste un’elemosina giusta o sbagliata? Accettabile o fuori luogo, magari a causa di chi la fa? [cavolo, sono giorni di  continue domande questi! Sarà il caldo] Durante un’intervista ad una rockstar un giornalista ammise di non fare mai beneficenza, proprio perchè vivendo nello showbusiness aveva scoperto quanto poco donassero i divi, che erano ovviamente più ricchi  di lui. Inoltre non mancò di incalzare l’intervistato sull’esempio che le opere di beneficenza di G. Bush fossero davvero fuori luogo, alla lue della politica estera statunitense. Giustamente, a mio avviso, l’intervistatore fu messo in guardia dal seguente ragionamento: per una madre africana che non riesce a garantire la sopravvivenza della propria bimba da un giorno all’altro, tanta è la miseria in cui vive, che differenza c’è tra un giornalista di successo e una rockstar? Minima. Sono talmente lontani dalla sua, di realtà, da confondersi. E’ un nostro discorso di comodo, in sostanza. Sarebbe come dire che non vado a piedi da Milano fino a Bari perchè non ci va quel mio amico che potrebbe partire addirittura dieci km più a sud di me. Il problema non sono quei 10 Km. Noi guardiamo solo quelli, ma la vera fatica è camminare e arrivare fino alla meta, che è ben più lontana.

E ancora. Provate ad andare da quella stessa madre in miseria, e a cui sta morendo la figlia, e provate a sottrarle i mezzi di sussistenza spiegandole che non sono accettabili perchè arrivano da G. Bush, il quale non merita di fare beneficenza. Chi siamo noi agli occhi di quella madre per dire questo? Spetta davvero a noi giudicare se quell’atto è fuori luogo?

 

Annunci

3 risposte a “10 euro e tu non esisti più

  1. Caro Taco, ti mando il link a un mio post su un argomento affine: http://donnaemadre.wordpress.com/2008/02/07/la-mendicante/

    Sono d’accordo con te, chi se ne frega se chi aiuta non è animato da nobili principi, l’importante è che l’aiuto a chi ha bisogno arrivi.

    E poi, il Padreterno mica chiede la nostra opinione sugli strumenti che ha scelto di usare per aiutare il prossimo!

  2. Ho letto il tuo post, e devo dire che la linea di principio di non dare denaro, ma semmai aiuto, ai mendicanti mi vede d’accordo. Anche l’idea che essere mendicante possa cristallizzarsi in una mentalità. Io non ho un atteggiamento ben definito, o rigido… Dipende molto dai casi. Certamente dare soldi ai bambini la vedo come una vera e propria condanna…

  3. Nessuno sa se è giusto o sbagliato.
    Qualcuno potrebbe dire che è sbagliato chiedere l’elemosina, qualcuno che è sbagliato darla… forse semplicemente perché questo non cambia la vita né a chi chiede né a chi da. La situazione è complessa perché poi non sempre chi dona sa che situazione c’è dietro quel volto di miseria: è vera miseria? è una scelta di vita? è sfruttamento? chi lo sa… quindi non ci resta che fare come ci dice il cuore e lo spirito del momento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...