Sideways e l’elogio dell’invecchiamento [o meglio, degli sceneggiatori]

Per il mio compleanno mi hanno regalato un libro che sto praticamente divorando. Quando io divoro un libro vuol dire che ci sono buone possibilità innanzi tutto di finirlo, e poi che non ci metterò nemmeno tanto, tipo due o tre mesi. Ognuno ha i suoi tempi. Comunque, il libro si intitola “Elogio dell’invecchiamento” e l’autore è Andrea Scanzi – mi dicono sia stato il biografo di Roberto Baggio, sticazzi: ognuno ha il suo curriculum[ Il link è da qualche parte sulla destra del vostro telescherm- ehm, volevo dire monitor].

Si parla di vino. E vabbè. Però proprio nel primo capitolo si consuma l’episodio più spettacolare di tutto il volume, e cioè la citazione da parte dell’autore del film minore Sideways. Ad essere sincero, ad esserlo fino in fondocome un buon vino, per esempio –  non è che inizialmente mi fosse venuta tutta questa voglia di andarmi a cercare il film in questione. E infatti mi ci sono imbattuto per caso domenica, costretto sul divano a vedere la TV spremendo il telecomando fino a che su Retequattro a mezzanotte è iniziata la proiezione di questa spettacolare pellicola. [anzi, propongo una definizione per il termine orribile di film minore: film che finisce con l’essere proiettato una domenica di luglio a mezzanotte, e su Rete 4, oppure –aggiungo– alle 18 di un giorno feriale ad agosto e su Italia 1]

Nella scena più famosa del film, che viene citata e commentata egregiamente nel libro,  Maya (Virginia Madsen) sta cercando in qualche modo di sedurre Miles (Paul Giamatti), ma è in difficoltà perchè lui è depresso per un matrimonio fallito  e pensa solo al vino. Allora, come sottolinea bene Scanzi nel suo libro, gli sceneggiatori compiono un doppio capolavoro con il personaggio di Maya. Prima le fanno dire una frase che rappresenta la tipica capacità femminile di fungere volutamente e perfettamente da cassa di risonanza  per le elucubrazioni maschili, tipo “…Posso farti una domanda personale? Perchè sei fissato con il Pinot Nero?…”. E qui lui inizia la classica pappardella da sommelier professionista, scolastico, noioso, autocelebrativo e chi più ne ha più ne metta. Poi, quasi per cortesia, è lui a chiedere : “E a te, perchè piace il vino?”. E qui la buona Virginia, o per meglio dire chi le mette le parole in bocca, cala un poker d’assi da antologia, perchè dice:

“Il mio ex marito aveva una splendida cantina, la usava per impressionare gli amici. Così ho scoperto di avere un palato molto fine. E più bevevo, più amavo quello che il vino mi faceva capire. La verità è che amo pensare alla vita di un vino. Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino: se c’era il sole, o se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se un vino è d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi, e se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perchè una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita, ed è in costante evoluzione e acquista complessità. Finchè non raggiunge l’apice, e poi inizia il suo lento, inesorabile, declino. E che sapore. Cazzo quanto è buono.” 

Colpito e affondato.

[Per chi ha voglia, la scena è su questo link]

 

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7 risposte a “Sideways e l’elogio dell’invecchiamento [o meglio, degli sceneggiatori]

  1. Veramente un poker d’assi da antologia.

    *** Vita, poesia, filosofia, saggezza e realtà ***

  2. Beh, trattandosi di un poker avrei dovuto elencare solo quattro pregi…

    *** ma la Maya aveva il quinto asso nella manica ***

  3. eh già…poi io non ho voluto parlare di lui che sbaglia tutto – perchè lei è stata troppo perfetta – però non volevo andare fuori tema, nè anticipare le scene a chi magari il film non l’ha visto e vorrebbe farlo…

    ***info meteo x diemme : a Milano 26 gradi senza umidità, sembra la città ideale da un paio di giorni…magari per trovare la forza di scrivere il prossimo post ti puoi trasferire qua per qualche giorno! 🙂 ***

  4. Tu ci scherzi, ma un saltino da quelle parti me lo farei…

    Una volta ci venivo spesso, peché la mia azienda ha sede là, poi con tagli spese, videoconferenze senza bisogno di trasferte… si è chiusa un’epoca.

  5. le biografie (anche quelle dei vini) sono sempre affascinanti se affidate a chi ha il dono della sensibiltà 😉

  6. @diemme: pensa che coincidenza, oggi hanno deciso che installeranno gli aggeggi della videoconferenza anche nel mio ufficio per evitarmi troppi viaggi Milano-Verona! Spero di trovarmi bene…

    @osolemia: sbaglio o stai cambiando di continuo avatar-sembianza?? non spari più? 🙂
    Comunque la Maya del film ha sensibilità da vendere, ma più che leggendo le parole lo si capisce dal tono con cui le recita….

  7. Non è la stessa cosa. L’incontro di persona, il pranzo coi colleghi con i quali la conferenza la commenti… ti dirò, non mi è mai piaciuta un granché.

    Anche il viaggio coi colleghi creava un’altra dimensione, l’alloggiare insieme, chiacchierare la sera nella hall dell’albergo… ormai sono solo lontani ricordi.

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