Mi casa su casa!

Per quanto Giugno sia il mese più stupendamente bellissimo che c’è – insieme a Settembre, e su questo non accetto repliche, fidatevi perchè è così –  purtroppo è macchiato da una ricorrenza che per me è ineluttabile. Lo è di fatto da quando abito qui. Sto parlando della Festa del mio Quartiere.

La festa del mio quartiere è una di quelle feste dei quartieri che servono a far capire al resto della cittadinanza che tutto sommato le cose stanno getting better, perchè ci si può permettere di organizzare una bella festa senza che nessuno venga rapinato-sparato-violentato. Capite cosa voglio dire? Tuttavia io qui ci vivo da circa 4 anni e tranne poche sciocchezze non è mai successo nulla di grave. Certo, è frequentato da gente eccentrica e di cui forse vi parlerò più avanti, ma tutto sommato è tranquillo. Però lo sapete meglio di me: rifarsi una reputazione è un processo moooolto lento, e dunque credo che il nostro quartiere necessiterà ancora di parecchie feste prima di poter essere considerato un quartiere normale, cioè che non ha bisogno di feste. [Scusate le ripetizioni, volevo essere incisivo.]

C’è da dire che l’evento è anche ben organizzato e infatti ha parecchio successo: pensate che l’anno scorso è stata inaugurata addirittura la versione invernale, il giorno della Vigilia di Natale. Che giuoia.

Vi chiederete da dove vengano l’astio e il sarcasmo da parte mia verso questa pacifica manifestazione… Ve lo spiego subito.

  1. è sempre di domenica, e inizia molto presto, tipo alle 8
  2. io abito al primo piano, fatevi due conti acusticamente parlando
  3. fate gli stessi conti del punto 2 aggiungendo però che dalle ore 14 c’è l’appuntamento con il karaoke gentilmente offerto dal panettiere che ho proprio sotto la mia camera da letto
  4. il suddetto panettiere per l’occasione frigge anche i panzerotti, e lo fa per tutto il santo giorno. Per questo casa mia ha l’odore di un panzerotto fritto dalle 10 di mattina fino al giorno dopo
  5. a Dicembre dell’anno scorso mi hanno portato via la macchina con il carro attrezzi perchè non mi sono ricordato che c’era, appunto, la festa in versione invernale. Al mio risveglio invece dell’auto c’era la bancarella del pollo allo spiedo e patatine.

Adesso però, che ho elencato questi problemi uno per uno, non vorrei aver esagerato con il tono del mio sfogo dando quell’idea di colui che sputa sul piatto dove mangia. In realtà ci sono anche cose molto belle nel mio quartiere, e farò un elenco anche di queste.

  1. ci sono la miglior pasticceria napoletana e il miglior panificio pugliese dell’hinterland di Milano
  2. quando torno da lavoro la sera mi piace tantissimo vedere gli ispanici con i loro furgoni SDA o BARTOLINI parcheggiati male e da cui esce musica latinoamericana a tutto volume: si concedono, esausti, la loro sacrosanta Heiniken da 66 cc insieme a fidanzate, mogli e parentame vario: altro che happy hour!
  3. da poco hanno aperto una macelleria araba al posto di una cartoleria; dopo l’iniziale diffidenza e un muro di CocaCole in vetrina per sciogliere la tensione, ora direi che si sono perfettamente integrati. L’ho capito quando ho notato che le signore vanno a comprare i loro pezzi di manzo sempre più ingioiellate e truccate, e questa cosa mi fa morire dalle risate, non aggiungo altro
  4. nel mio palazzo ci sono bambini di tutte le razze mi collego al post scritto qualche giorno fa – ed è bellissimo la mattina vederli andare a scuola mentre parlano tra loro con l’accento più milanese del mio!

Ecco, direi che così siamo pari. Ho reso giustizia al posto dove abito. Ora vado a cercare di vedere la Moto GP, sperando che qua sotto non facciano troppo casino!

 

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3 risposte a “Mi casa su casa!

  1. Rispondo solo al punto quattro perché a me piace troppo l’atmosfera multietnica che in Italia si respira sempre più spesso.
    L’altro giorno in autobus notavo che non c’erano due persone della stessa foggia e dello stesso colore, ed era proprio bello.
    L’unica fastidio era una ragazza calva con una cresta viola, piena di piercing, che stava sdraiata occupando due sedili, sporcandone uno coi suoi scarponi, e bevendosi una bottiglia di vino: puzzava di avvinazzata (e di lercio) che non vi dico.
    Purtroppo per i sostenitori della razza pura, penso proprio che fosse italiana…

  2. ah ah ah me la vedo già con la cresta viola! …e magari è la figlia del mio direttore di banca! 🙂 vabbè. il disagio è disagio e non ha razza, ma sarebbe venuta una bella foto secondo me, hai perso un’ occasione!

  3. Sì, se quella mi beccava a fotografarla, magari mi cominciava a sputare addosso, a rovesciare il vino…

    Blah!

    *** ed era italiana, era italiana… ***

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