Patrick Tillman (1976-2004)

Patrick Tillman (1976-2004)

[Ma dove vivo per non conoscere storie come quella che ho sentito ieri? Me lo chiedo certe volte. Per fortuna oggi a pranzo ho fatto un sondaggio, e su 6 colleghi nessuno aveva mai sentito di quanto sto per raccontarvi. Un pò questo fatto mi ha consolato, ma non troppo.]

Patriottismo. Marketing per vendere la guerra. Valori trasmessi dalla famiglia. Insabbiamento di indagini. Atroce dolore per la perdita di un figlio. La vicenda di Pat Tillman fa pensare a una miriade di cose tutte insieme.

Un amato campione sportivo con un contratto da 3,6 milioni di dollari pronto da firmare. L’ha cestinato e ha abbandonato il football. La causa? L’ 11 Settembre, che piomba nella sua vita nei giorni di massima gloria sportiva.

Ha detto Mio nonno ha dato quello che doveva quando il paese ne ha avuto bisogno, mio fratello si sta arruolando, io non posso stare a guardare. Dove può arrivare il cuore di un uomo quando è convinto di fare la cosa giusta? Già: quando è convinto, a ragione o a torto che sia.

Rumsfield trova così lo spot perfetto, lo spot ideale, per la sua guerra lampo : scrive personalmente una lettera a Pat ed è pronto a spianargli la strada. Ma il giovane oltre ad avere pompate nel sangue dosi massicce di Patriottismo, possiede anche una considerevole quantità di PALLE. Declina le “protezioni”, se ne frega di poter essere nominato già ufficiale – è laureato – e finisce dritto nei normali plotoni dei Rangers, assieme ai diciottenni strafatti di crack che vedono nell’esercito solo l’ultima spiaggia.

Prima missione nel 2003: Iraq. Una bella moglie che lo aspetta a casa per 6 mesi, un paese che è orgoglioso dei suoi ragazzi, e tutto fila liscio. Al ritorno dirà che gli Stati Uniti hanno dato l’impressione di non sapere bene cosa fare laggiù.

Seconda missione nel 2004: Afghanistan. E stavolta è fatale. Il 22 Aprile di quell’anno Tillman perde la vita in uno scontro a fuoco.

Le Autorità : Pat è morto da eroe durante un’imboscata, salvando la vita ai suoi compagni.

Ah si?

Peccato che ci fosse lì nella stessa missione anche il fratello Kevin, che non si è convinto della versione ufficiale. Peccato che anche la madre, in preda ad un sesto senso, non l’abbia bevuta. Peccato che Rumsfield – che al momento opportuno ha pensato bene di sparire da questa storia – non abbia fatto i conti con la popolarità del personaggio che gli si è rovesciata addosso. Dopo 6 mesi di totale ostruzionismo da parte di Esercito, Governo, tutto & tutti, finalmente la madre è riuscita a sapere l’atroce e beffarda verità: FUOCO AMICO.

Pat Tillman è stato ucciso dai suoi stessi commilitoni durante uno scontro a fuoco fortuito e confusionale.

Il fuoco amico è un tragico fatto della guerra. Questo governo, questo esercito, chiunque abbia preso parte a queste bugie non ha mentito soltanto a noi, ma a tutto il popolo americano. Non solo hanno mentito sul fatto che Pat fosse stato ucciso dai nemici, ma hanno inventato questa storia per farne un eroe da cartone animato e fare pubblicità alla loro guerra.”

Mary Tillman, madre di Patrick

Di sicuro il buon Pat e la sua storia sono un perfetto esempio di ciò che trasmette il film “Leoni per agnelli”, che vi consiglio. Senza ulteriori commenti.

 

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