Le notizie secche in un contenitore, e quelle umide nell’altro, grazie.

So di esordire con un’ovvietà affermando che viviamo nella società della comunicazione e  siamo bombardati  con notizie ed informazioni spesso ridondanti. Propongo dunque, visto anche l’attualità dell’argomento, di fare un poco di raccolta differenziata delle stesse, e mi candido a farlo io dato che in questi giorni di ponte ho letto spesso il giornale. E soprattutto anche perchè il blog è il mio.  [A proposito, devo aprire una parentesi importante & personale: sembra che anche nel mio condominio multietnico terron-immigration-friendly, dove solo il 20% degli inquilini parla italiano – che spesso fa rima con dialetto -siamo riusciti a partire con questa pratica molto importante della raccolta differenziata dei rifiuti. E credetemi, se ci siamo riusciti noi… Ci siamo capiti].

Iniziamo col SECCO: notizie di totale inutilità, se non nocive. Da un lato questo ci permette di sbarazzarcene subito, dall’altro non potrò essere tacciato di anti-istituzionalismo. Dunque:

  1. Napolitano ci avvisa che a Napoli si rischia la catastrofeah.
  2. Napolitano sente che l’Italia potrebbe aver imboccato una via di regresso culturalemmh, doppio ah.
  3. Il Berlusca ha scelto il suo amichetto preferito per questa sua nuova avventura legislativa: si chiama Nicolàs, per gli amici – pensate la gelosia di Putin
  4. Il Berlusca si è lasciato scappare poche ore fa che tutto sommato-quasi quasi non è che poi la soluzione Air France sia da buttare via per sistemare Alitalia- mmhh. chi se lo sarebbe mai aspettato? –

Ecco, direi che col SECCO basta così.

Lasciamoci ora alle spalle tutte queste italianate di bassa Lega, e passiamo all’UMIDO: notizie più succulente e con un minimo di possibilità di riflessione, se lasciate fermentare.

La prima notizia. Sembra che dopo le assegnazioni per i posti nelle scuole materne milanesi, sia scoppiata subito una polemica perchè molte famiglie italiane hanno scoperto di venire in graduatoria dopo famiglie di regolari immigrati con più figli a carico, o comunque in condizioni svantaggiate. Il risultato è che il figlio unico della famiglia Rossi, anzichè poter essere accompagnato alla scuola più vicina a casa sua, dovrà essere accompagnato in un’altra scuola a due isolati dal proprio palazzo. Ma non è tutto, anzi questo è niente. Sentite qua: con ogni probabilità, secondo le ultime statistiche, in alcune classi milanesi la presenza di bambini italiani rispetto a figli di immigrati sarà in rapporto di 1 a 4. Uau! Ci siamo. Tanto per cambiare la nostra Politica è in ritardo di circa 40 anni sulla società: mentre adesso ci si scanna per risolvere ancora il problema immigrato in regola/non in regola”, siamo indietro sulla seconda questione che inizierà tra poco ad emergere, e che è una questione culturale. Finora gli immigrati in regola/non in regola facevano lavori tipo costruire le nostre case nuove, coltivare i nostri campi di frutta e verdura, mungere le nostre vacche nei caseifici,  e così via. Dalla prossima generazione – 1 su 4! siamo pronti a farci curare i denti da un Indiano? A farci revisionare i conti da un Cinese? A entrare in società con un Arabo? Ma soprattutto: siamo pronti ad accettare che i nostri figli, oltretutto in minoranza numerica, si facciano sorpassare anche nella scala sociale dagli ultimi arrivati che soffieranno loro, con merito o magari anche no, delle opportunità di lavoro?? Ecco qual è la prossima – vicina – sfida. Mentre noi ancora, ripeto, non ci capiamo un ca**o di chi deve entrare-si  e  chi deve entrare-no. Io la vedo grigia.

La seconda notizia. Sta partendo anche in Italia – che pure stavolta va intesa come Milano – il progetto di CoHousing. Per chi ha pazienza ci sono molte informazioni qui:  http://cohousing.it/. Per chi non ne ha, basti sapere che si tratta di un progetto a sfondo immobiliare che ha la peculiarità di lasciare agli inquilini di un certo edificio alcuni spazi comuni in cui vivere assieme, secondo le decisioni prese inizialmente da chi stabilisce il contratto di CoHousing stesso. Pur mantenendo imprescindibile la privacy di fondo, garantita dall’accessibilità esclusiva di un inquilino in determinati spazi, si decidono a priori, in fase di progetto, alcuni locali da condividere deliberatamente con gli altri . Potrebbe essere la lavanderia. O la baby-sitting room. I più disinvolti, presumibilmente single, divideranno anche la cucina o addirittura il soggiorno, molto in stile Friends. Chiaramente chi dovesse subentrare a posteriori in locazione si dovrà adattare al contratto di CoHosuing precedente. Non lo so ancora se mi piace o no questa idea, però ci voglio pensare bene. Voglio vedere e tenere sotto controllo come va. Coglie un pò l’atmosfera di solitudine che si capta in molte vite domestiche a più livelli, non necessariamente di chi vive da solo. Va a ricreare, almeno nell’intenzione, quell’atmosfera da vita di casa di corte di un tempo, proprio a Milano. Chi vivrà vedrà.

[Ora scusate ma scendo a portare giù in cortile i sacchetti della differenziata. Sapete, prima quando parlavo del mio condominio, ho omesso di dire che uno dei più restii a fare la differenziazione sono stato proprio io. Il pigro dei pigri, l’egoista fatto uomo. Va bene me ne vergogno…Siete contenti? E comunque adesso non sgarro più.]

 

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2 risposte a “Le notizie secche in un contenitore, e quelle umide nell’altro, grazie.

  1. Caro TaCo, sulla prima delle notizie “umide”, ti rimanderei a un mio commento su un post di un blog che leggo spesso: http://blog.libero.it/chiacchere/commenti.php?msgid=4742354&id=6051#comments .
    Il commento è quello del 22/05/08 ore 21:52, non riesco a isolarlo e mandarti solo quello.
    Per quanto riguarda la seconda (sempre umida, quelle secche non mi interessano), avevo studiato di questo nuovo orientamento a creare degli spazi (forse non si tratta proprio di cohousing) di “socializzazione”, dove i condomini potessero incontrarsi.
    Un nuovo condominio sorto recentemente da queste parti prevede un parco con giochi per i bambini e panchine, oltre alla piscina condominiale: ma tutto è fonte di lite… 280 condomini…
    Io me ne sto tranquilla nel mio piccolo condominio, dove praticamente non ci conosciamo, ma non ne sentiamo la mancanza.

    In compenso abbiamo i cassonetti per la raccolta differenziata, e oltre a ciò ogni tanto vedo girare con il proprio cane due signore, con tanto di sacchetto e paletta che, alla bisogna, raccolgono i “prodotti” del proprio fido: mai mettere limiti alla Divina Provvidenza.

    *** Ovunque un po’ di buono c’è ***

  2. scusa diemme ma tu in quale regione della Svizzera abiti, esattamente? 😉

    …a parte gli scherzi, in effetti c’è qualcuno che dà buon esempio, per fortuna.

    vado a leggermi il link.

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