La geometria e le distanze incolmabili

Io sono sempre stato bravo in matematica. Sia per predisposizione sia per aver avuto dei bravi maestri. L’ultimo di questi, il più speciale, aveva una fissazione per la Geometria euclidea. Andando contro la corrente dei docenti più giovani che pian piano sostituivano i programmi di Geometria con dosi più massicce di algebra e iniezioni della “neonata” informatica, lui ci costringeva a spremere le meningi per risolvere i famosi quanto ostici teoremi. Una ginnastica per il cervello che a mio avviso non ha eguali.

Ieri ho visto Annozero e ci sono rimasto di merda, in senso positivo però. Non immaginavo che Santoro fosse a tal punto un genio. Da oggi ho la ferma convinzione che Santoro sarà il mio professore di Geometria preferito. Infatti così come la Geometria è una palestra importante per aggredire razionalmente un problema, allo stesso modo un buon programma di dibattito politico è fondamentale per crearsi un pensiero critico sul mondo che ci circonda.

Ho visto domande vere, risposte affilate e appassionate, tensione sul volto degli invitati, e tanta credibilità. Tutti hanno fatto tremendamente sul serio, nessuno escluso. Ed è merito del padrone di casa se questo è avvenuto. Ho visto un programma che ha fatto cultura. Dove anche gente che detesto, come Mieli o Pomicino, è riuscita ad insegnarmi qualcosa. Il campo da gioco era ideale perchè sterminato: Andreotti, mafia, P2, Falcone, le stragi, Moro, Sindona, tutto.

Qual è stata la risposta di Santoro ai suoi detrattori dell’ultima ora? Semplice: ha sbattutto loro in faccia com’è che si fa il proprio mestiere. Punto.

C’è una distanza incolmabile tra Santoro e presentatori-zerbino come Vespa o Mentana, e questo è risaputo. Ma non è solo su questo che si è basata la bellezza del programma. Ne’ sono stati gli interventi giornalistici di Travaglio o la gradita presenza di Sorrentino- che presentava il suo ultimo film IL DIVO – a fare la differenza, seppure importanti.

Ciò che mi ha sconvolto positivamente è stato come ne sono usciti i cosiddetti cattivi: quello che fa più male probabilmente ai nani del potere attuale è proprio vedere gli uomini del potere di allora e la statura sproporzionatamente più elevata di questi ultimi. C’è, infatti, distanza incolmabile anche tra l’allora ministro della giustizia Martelli e quello uscente Mastella. C’è distanza incolmabile tra i politici considerati spregevoli della Prima Repubblica, come può essere un Pomicino, e quelli di oggi, come un Gasparri o un Calderoli. Così come c’è una distanza incolmabile tra chi pur essendo visibilmente istituzionalizzato e inquadrato come Mieli ha la fortuna di lottare nel campo della carta stampata e chi invece, ahimè, galleggia nelle emittenti televisive, Riotta in primis. Si potrebbe andare avanti per ore, credo sia chiaro il concetto.

E’ stato questo, ieri, il pugno in faccia di Santoro contro chi ci vorrebbe tutti figli di Italia 1.

 

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