Cosa c’entra la stagione delle fragole col marketing, il gay pride e i premi fedeltà?

Ecco cosa c’entra.

Partiamo da due certezze. La prima è che questa è stagione di fragole. La seconda è che la stampa istituzionale, insieme a molti blogger “around the world”,  hanno dato sufficiente risalto alle parole della povera Mara Carfagna, tanto da poter dire che questi sono anche giorni dove un tema che tira  è la divErSità.

Dunque,  avendo promesso nel mio contratto con gli italiani (qui, nel punto 2) che in questa sede non si pratica il “tiro al piccione” – nè alla picciona, in questo casoprenderò l’ aRgomenTo da un’altra angolazione, e lo scrivo proprio così (perdonate la malizia) per mantenere ogni aderenza con i significati di cui sopra.

Date retta a me. Se volete davvero sentirvi osservati come dei Diversi, davanti a vostra madre così come davanti a vostro fratello, davanti ad amici, nemici, conoscenti e CASSIERE, è molto semplice: non fate la Fidaty Card! E’ sbalorditiva la faccia di chi vi guarderà come se foste l’ultimo cretino piombato da un altro pianeta. E i premi? Non li vuoi i premi? Tanto la spesa la devi fare comunque… E io qui ci godo ancora di più, mentre confesso che in effetti da almeno 4 anni faccio le mie compere proprio all’Esselunga; e c’è da dire per inciso che mi trovo anche bene.

Quello che probabilmente tutti ignorano – o almeno non colgono la portata del suo valore di mercato – è l’enorme quantità di informazioni sui consumi di intere città che questi signori riescono ad ottenere ad un prezzo ridicolo, veramente paragonabile a quello di una fragola!

Ci sono aziende di ricerche di Marketing che si fanno pagare le informazioni sui consumi, specialmente di massa, per decine di migliaia di euro a consulenza! Società di sondaggi telefonici che cercano le stesse preziose informazioni, e che dopo aver sfruttato il lavoro precario dei telefonisti, le rivendono a peso d’oro! Qualcuno ha idea di quanto è disposta a sborsare una multinazionale come Unilever per conoscere la mappatura dei consumi di prodotti come un gelato o un deodorante?

Ecco, nel mio piccolo io ne sono cosciente. Quindi non me ne frega un cazzo se in questi quattro anni avrei fatto in tempo a metter sù talmente tante fragoline da potermi permettere un tostapane con incorporato un televisore LCD. Se mi serve qualcosa ME LA COMPRO, la compro dove mi pare e senza dover dire a nessuno il per-chè e il per-come. In caso contrario, se dò informazioni che si ritengono sensibili, voglio decidere io quanto mi devono pagare.

Capisco che sia una posizione radicale, e che i Centri Commerciali hanno il vantaggio della totale disgregazione dei loro interlocutori (ognuno di noi pensa per sè). Chissà se qualcuno prima o poi riuscirà a fondare un fantomatico Sindacato dei Raccoglitori di Punti Fedeltà : potremmo scoprire che con 4000 punti non meritiamo un Microonde, ma un intero frigorifero nuovo.

 

 

 

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