Mentre osservo i Moratti esultanti (io=interista) parlerei piuttosto del ruolo dello Sport Spettacolo nella società

Ci possiamo imporre tante cose nella vita, ma probabilmente una delle cose più difficili da controllare è l’amore – o l’eventuale legittimo disinteresse – verso una squadra di calcio.

Così come faremmo fatica a mettere a fuoco cosa esattamente ci ha fatto innamorare di una persona, allo stesso modo io non saprei dirvi come è accaduto che d’un tratto il mio cuore abbia iniziato a battere forte per i colori della squadra nerazzurra di Milano. E’ stato molto tempo fa. Ma non è di questo che volevo parlare esattamente.

Scrivo in giorni che sarebbero di festa per noi, dico sarebbero perchè fondamentalmente il legame tra me e la mia squadra del cuore è ormai alquanto sfilacciato, ma anche questo fatto rischia di portarci fuori argomento. Qual è allora, finalmente, il tema del post di oggi?

Il tema è il ruolo che ha il calcio in Italia. Che altro non è se non un sottocapitolo del più ampio tema : il ruolo dello Sport Spettacolo in generale nella nostra società.

La base di partenza è che nella moderna società di matrice occidentale, la popolazione gode di ampi gradi di libertà, grazie all’evoluzione storica dei diritti e tutto ciò che sappiamo bene. Per i gruppi di potere che tessono necessariamente le fila delle nostre vite è importantissimo trovare mezzi che consentano di limitare le nostre libertà senza però poter ricorrere alla violenza.

Dunque. Ci sono poche cose utili a chi deve controllare una moltitudine di persone come l’utilizzo dello Sport Spettacolo. Innanzi tutto procediamo con le definizioni più ovvie: cosa si intende per Sport Spettacolo? Io qui lo definirei come una disciplina sportiva capace di attirare il più possibile durante il suo svolgersi l’attenzione di un pubblico di scala quantomeno nazionale. Mi piacerebbe che si potesse cogliere la differenza tra “semplice” evento sportivo, ed evento di “sport spettacolo”: il primo costituisce il nutrimento naturale del secondo, ne rappresenta l’anima nobile, nonchè la nostra esperienza diretta che ci ha regalato le prime emozioni legate a quella disciplina. Il secondo non è altro che la degenerazione macroscopica del primo, un grande show, un rito, dove ognuno di noi si sente coinvolto in virtù dei valori che esso richiama (quelli buoni e che tutti abbiamo provato in piccolo sulla nostra pelle praticando quello sport) e dove le emozioni sono amplificate proprio per la massima dimensione Super Professionale che in sè possiede l’evento di Sport Spettacolo.

Tutto questo provoca una vera e propria ipnosi collettiva. Provate a seguire qualche trasmissione che ospita commenti calcistici a qualunque ora di qualunque giorno su qualunque radio o tv. Quello a cui assisterete è un esperimento straordinario di ipnosi collettiva: persone comuni che mostrano una competenza straordinaria in materia calcistica e si confrontano con grande abilità in dibattiti con addetti ai lavori, anzi a volte danno l’idea di essere ancora più preparati di questi ultimi e non hanno il benchè minimo timore reverenziale. Quanta energia, quanto impegno, quanto intelletto tutto convogliato verso la sterile discussione su una partita di calcio, che una volta terminata dovrebbe avere teoricamente esaurito ogni fonte di interesse verso l’atto sportivo in sè. 

Diversi studi hanno dimostrato che l’uomo tende in ogni modo ad usare la propria intelligenza, per esempio studi su comunità primitive, o comunque prive di tecnologia, hanno evidenziato come già dall’età della pubertà i giovani iniziassero spontaneamente a inventare e modificare il linguaggio creando giochi difficilissimi. Ecco, lo Sport Spettacolo è uno straordinario meccanismo per incanalare verso qualcosa di futile (l’atto Sportivo Spettacolare in sè) tutta l’energia creativa e intellettuale delle persone, affinchè non si preoccupino delle cose importanti, come la politica per esempio.

Quanto appena esposto è ben espresso dal seguente passo:

“Lo Sport Spettacolo ha anche altre utili funzioni. Tanto per cominciare, costituisce un metodo eccellente per far crescere lo sciovinismo: si comincia molto presto nella vita a sviluppare questo tipo di lealtà totalmente irrazionale, che poi si trasferisce molto facilmente in altri campi. […..] Naturalmente stiamo guardando dei gladiatori, gente che fa cose probabilmente impossibili per noi: non possiamo fare salti di 5 metri con l’asta o compiere le gesta degli atleti. Però è un modello al quale siamo chiamati a ispirarci. Sono gladiatori e combattono per la nostra causa, così dobbiamo tifare per loro e dobbiamo essere felici quando l’attaccante avversario è trasportato fuori dal campo in barella. Tutta questa roba incoraggia aspetti tra i più antisociali della psicologia umana, aspetti che indubbiamente sono già presenti, ma che vengono accentuati, esasperati e portati allo scoperto dallo Sport Spettacolo: la competitività irrazionale, la lealtà irrazionale ai sistemi di potere, l’acquiescenza passiva a valori piuttosto spaventosi, ecco di cosa si tratta. Effettivamente è difficile immaginare qualcosa di più adatto a favorire atteggiamenti autoritari, oltre al fatto che impegna un sacco di intelligenza e distoglie la gente da altre cose.”

Noam Chomsky – “Capire il potere” – Tropea

 

 

 

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