Voci categorizzate come ‘Sporting’

Il digitale terrestre e la privacy dei miei coglioni

Settembre 29, 2008 · 7 Commenti

Insomma, chi ero io per non avere Mediaset Premium?

Ma soprattutto: chi ha avvisato della faccenda in modo così repentino Mamma Rai che esattamente il giorno dopo la sottoscrizione all’abbonamento Mediaset mi ha recapitato una bella letterina dove mi ricorda che secondo loro ho fatto il cattivo? All’improvviso non ci credono che non ho la Tele. Era già successo all’improvviso anche a Gennaio, dopo che avevo scelto un bel Sony da 32” LCD. Diciamo che senza preavviso a questi funzionari RAI viene un colpo di genio e spediscono delle lettere. Il concetto del messaggio è che se corro alle Poste e pago metà canone (=82 euro circa visto che siamo a Settembre, che carini!) e poi faccio giurin giuretta che non lo faccio più, allora mi perdonano e non mi mandano a casa i Gendarmi. Ci devo pensare un attimo. Ovviamente lo farò. Chiaro. Sarebbe contro la legge non farlo. E non si va contro la legge.

Ma la domanda è:  chi glielo ha spifferato? Siete stati voi? Non c’è più privacy

Certo che oggi sentivo uno – non ero io eh! - che diceva: ” io col ca**o che do i soldi a Riotta e Del Noce eccetera eccetera. Mi spiace per quei pochi programmi, come Santoro, che hanno un senso ma per tutto il resto a quel Carrozzone non do nemmeno 10 centesimi. Ecco. ”    …. No, no, giuro!…non ero io!…[l'avevo già detto?...Ah]

…e vabèn. discorsi triti e ri-triti… lo so che ho torto, che vi devo dire?…

Ma parliamo d’altro. Com’è l’offerta digitale del gruppo di Berlusconi? Per carità, ci sono TV a pagamento certamente migliori di quella Mediaset, ma tutto sommato per quello che costa non mi posso lamentare. E poi io non sono assolutamente un esperto nè un patito di televisione, diciamo che avevo voglia di vedere qualche partita senza dover necessariamente bere 16 birre al pub. Poi ho scoperto anche un paio di telefilm davvero sfiziosi e devo dire che c’è anche un giro di film abbastanza interessante…a volte possono sostituire più che degnamente il classico noleggio di DVD.

Scusate, suonano alla porta. Vuoi vedere che sono arrivati già qui?…

 

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Curva dopo curva dopo curv- Sbam!

Luglio 7, 2008 · 11 Commenti

Dunque. Si dice che gli atleti dediti a sport di resistenza, come per esempio la Maratona o il Triatlon, sviluppino una capacità maggiore di ascoltare il proprio corpo e di sentire quante forze sono rimaste, per poterle gestire al meglio nell’atto agonistico.

Qualcosa del genere mi avrebbe fatto molto comodo sabato scorso. Ma andiamo con ordine.

L’idea principale era di fare una bella gita motociclistica eno-gastronomic-panoramica sul lago di Lecco. Così con un mio amico -nonchè mio mentore per tutto ciò che riguarda le due ruote - siamo partiti alla volta del lago alle 11 di mattina circa. Per tutta l’ora precedente avevo approfittato comunque della bella mattinata per fare altri giri in moto e sbrigare delle commissioni.

Una volta arrivati a Lecco abbiamo deciso di trovare un posto per mangiare non troppo affollato e commerciale, così abbiamo iniziato a costeggiare il lago verso nord fino ad imbatterci in un posticino davvero valido, che vi segnalo. Si trova qui. E si chiama così. Cibo notevole, vino ottimo, e una spettacolare terrazza a strapiombo sull’acqua.

Proprio durante il pranzo, a sorpresa, ho sentito squillare - vibrare – il cellulare. All’altro capo del non-filo c’erano due miei colleghi che mi chiedevano se avessi voglia di fare un giro in moto proprio nella zona dove eravamo noi. Allora, vista la coincidenza, ci siamo dati appuntamento per le 15 davanti al Mac Donalds del lungolago di Lecco.

Tuttavia, una volta di nuovo a Lecco, il mio amico ha deciso di lasciar perdere e di tornare a Milano. Era stanco, e dopo cibo+vino & curve a volontà aveva deciso che era sazio, e quindi avebbe declinato la gita del pomeriggio.

A dire il vero ero stanco e poco lucido anche io. E qui, se fossi stato un maratoneta -come dicevo all’inizio –  o semplicemente meno pirla, avrei seguito il consiglio del suddetto amico. E invece no. Pronti e via, alle 15.30 ero di nuovo in sella alla moto per affrontare quella che doveva essere una semplice passeggiata attraverso un passo di montagna che collegava due valli. O meglio, semplice per chi in moto ci va da anni ed era fresco come una rosa.

Ora: analizzando anche solo aritmeticamente i seguenti numeri si scopre che quanto sarebbe accaduto da lì a breve era del tutto prevedibile. Infatti:

temperatura esterna : 33 gradi anche se c’era vento

miei anni di esperienza in moto: 1

anni d’esperienza dei miei compagni di viaggio : rispettivamente 20 e 14

vino ingerito durante il pranzo : 1 bottiglia in 2

ore di moto già percorse in giornata da me prima della partenza : circa 4

difficoltà del percorso da 1 a 10 : 8

Insomma, per non farla troppo lunga: dopo due ore di curve infinite, dove non riuscivo a stare al passo con gli altri due, curve tutte in salita, tutte a gomito, tutte cieche, con l’asfalto più brutto dell’universo eccetera…è successo che qui a Esino Lario, dove c’è il pallino rosso, mi avreste visto volare alle 18.15 in punto lungo una curva, leggiadro nei miei 85 kg di peso, dritto sull’asfalto, cadendo in avanti e sdraiandomi come fanno i calciatori quando vanno a festeggiare sotto alla loro curva dopo una vittoria importante.

E infatti ho festeggiato anch’io. Ho festeggiato il fatto che alla fine dei conti me la sono cavata con davvero poco o niente: un paio di ferite non profonde e parecchi lividi ma niente di che, a parte la paura del momento. Merito dei guanti e della giacca con le protezioni, che in queste cadute a modeste velocità fanno la differenza.

Ora, la cosa davvero più impietosa, quella che mi fa stare male, è che la mia povera moto è ancora là. Ha perso troppi liquidi e si è rotta la pedana del cambio, così era inguidabile e l’abbiamo dovuta lasciare ferma, tornando giù a valle per le mie prime medicazioni. So che ieri notte ci sono stati temporali in quella zona e me la immagino, tutta sola e sanguinante, a 1000 metri, appoggiata alla costa della montagna sull’erba, coperta da qualche ramo per non attirare troppo l’attenzione di qualche malintenzionato.

Ecco, lei non si meritava tutto questo. Io invece si.

 

UPDATE – Finalmente ieri sera tardi ho avuto la conferma di una buona notizia che mi era arrivata nel pomeriggio. Uno dei due colleghi che erano con me è tornato sul luogo del delitto ed è riuscito, anche se con fatica e dopo qualche aggiustamento fai-da-te, a portare indietro la moto fino a Milano. Stasera dovrebbe tornare nel box, a riposare prima di essere rimessa a posto. Grazie Flavione!

  

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Inno nazionale: “Calabria, in provincia di Sicilia”

Giugno 22, 2008 · 2 Commenti

Un calabrese e un russo in fila all’Esselunga. Solo che questa non è una barzelletta.

“Checcazzo, tutti alla domenica devono venire a fare la spesa. Stasera c’è la partita capito? Ah, lo sai. Speriamo bene? Ma guarda, io italiano sono, della Calabria. —–silenzio  Sicilia. Sì Sicilia, la Calabria e lì. Lì vicino. Solo che se dici Calabria non la conosce nessuno invece la Sicilia sì. Non esistiamo. —-silenzio e imbarazzo—- Stasera se Gesù Cristo mi farebbe il miracolo, speriamo che l’Italia perde 3 a zero! Io la Odio l’Italia. Tu di dove sei? Russo? Eh ieri la Russia ha battuto l’Olanda, 3 a 1. —”no! russia 3 olanda 1″— Eh, appunto, cos’ho detto io?? Avete battuto l’Olanda! —”no, russia vince, olanda a casa”— Eh! Ecchè sto dicendo io? Battuti, li avete battuti. —”ah” ha capito— Bravi. Spero che vincete voi l’europeo. Non questa Italia di mmerda. Io ho sempre lavorato per 15 anni, e guarda qua. Inchiodato sono. Senza lavoro. Questo paese non m’ha dato niente. Questo governo tutto mi ha levato! Quelli prendono i miliardi e a noi che ce ne frega?! Che ce ne viene se vincono?? Niente!! Tutti froci sono. Questi italiani di merda. Cosa dici? Che l’Italia è un bel paese? Ma sei scemo? Tu sei troppo buono, sei. Da quanto sei qua? —non capisce— Quando sei venuto dalla Russia? 5 anni fa? Eh, aspetta ancora un pò e poi vediamo se mi dai raggione… Questo paese di merda.”

 Beh come inno nazionale non c’è male. Mancava solo la mano sul cuore.

 

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L’allenatore nel pallone: un post nazional popolare

Giugno 12, 2008 · Lascia un Commento

Ehi! Domani mi raccomando: tutti riuniti a vedere la mitica Nazionale di Calcio! Spero che anche voi mangerete in ottima compagnia: è la cosa più bella – per alcuni l’unica – di questi eventi aggreganti.

Ma io ho un sassolino da togliermi, scusate un attimo… [datemi un minuto: voi non mi vedete, ma mi sto vestendo da italiano medio e tra un pò inizierò a trovare qualcuno a cui dare la colpa, a prescindere. Perchè di certo mia non è]

Allora:

  1. passi Ambrosini anzichè De Rossi: anche il primo ogni tanto la mette
  2. passi un certo Zambrotta anzichè Grosso
  3. passi il non accorgersi che Materazzi non si regge in piedi da 2 mesi
  4. passi aver puntato sul blocco-Milan per il centrocampo
  5. passi che in Italia SI DEVE parlar male dell’allenatore a meno che non si vinca la competizione: in quel caso l’orgasmo collettivo del Paese è salvifico per il malcapitato
  6. passi tutto…
  7. tutto passi…

ma-come-cazzo-si-fa-a-tenere-fuori-Del Piero-capocannoniere 2007 in serie B-capocannoniere 2008 in serie A-campione di decennale esperienza internazionale in grande condizione-per-fare- posto-al-seppur-gagliardo-giovane-informissima-Di Natale? Semmai l’ordine delle presenze in campo andava invertito, SEMMAI.

Quindi sarò lapidario: DONADONI SOMARO.

E io ci voglio anche bene al Mister [sono ex allenatore di una squadra di storditi alcolizzati, mi sento ancora parte della Categoria] e lo so che lui è persona seria. Però l’ha combinata DAVVERO GROSSA. E’ stato un errore troppo grossolano per essere a quei livelli; non ci sono scuse, mi dispiace.

Speriamo si rifaccia. E pure noi.

FORZA ITAL-..ohps.

 

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Patrick Tillman (1976-2004)

Giugno 5, 2008 · Lascia un Commento

Patrick Tillman (1976-2004)

[Ma dove vivo per non conoscere storie come quella che ho sentito ieri? Me lo chiedo certe volte. Per fortuna oggi a pranzo ho fatto un sondaggio, e su 6 colleghi nessuno aveva mai sentito di quanto sto per raccontarvi. Un pò questo fatto mi ha consolato, ma non troppo.]

Patriottismo. Marketing per vendere la guerra. Valori trasmessi dalla famiglia. Insabbiamento di indagini. Atroce dolore per la perdita di un figlio. La vicenda di Pat Tillman fa pensare a una miriade di cose tutte insieme.

Un amato campione sportivo con un contratto da 3,6 milioni di dollari pronto da firmare. L’ha cestinato e ha abbandonato il football. La causa? L’ 11 Settembre, che piomba nella sua vita nei giorni di massima gloria sportiva.

Ha detto Mio nonno ha dato quello che doveva quando il paese ne ha avuto bisogno, mio fratello si sta arruolando, io non posso stare a guardare. Dove può arrivare il cuore di un uomo quando è convinto di fare la cosa giusta? Già: quando è convinto, a ragione o a torto che sia.

Rumsfield trova così lo spot perfetto, lo spot ideale, per la sua guerra lampo : scrive personalmente una lettera a Pat ed è pronto a spianargli la strada. Ma il giovane oltre ad avere pompate nel sangue dosi massicce di Patriottismo, possiede anche una considerevole quantità di PALLE. Declina le “protezioni”, se ne frega di poter essere nominato già ufficiale – è laureato - e finisce dritto nei normali plotoni dei Rangers, assieme ai diciottenni strafatti di crack che vedono nell’esercito solo l’ultima spiaggia.

Prima missione nel 2003: Iraq. Una bella moglie che lo aspetta a casa per 6 mesi, un paese che è orgoglioso dei suoi ragazzi, e tutto fila liscio. Al ritorno dirà che gli Stati Uniti hanno dato l’impressione di non sapere bene cosa fare laggiù.

Seconda missione nel 2004: Afghanistan. E stavolta è fatale. Il 22 Aprile di quell’anno Tillman perde la vita in uno scontro a fuoco.

Le Autorità : Pat è morto da eroe durante un’imboscata, salvando la vita ai suoi compagni.

Ah si?

Peccato che ci fosse lì nella stessa missione anche il fratello Kevin, che non si è convinto della versione ufficiale. Peccato che anche la madre, in preda ad un sesto senso, non l’abbia bevuta. Peccato che Rumsfield - che al momento opportuno ha pensato bene di sparire da questa storia - non abbia fatto i conti con la popolarità del personaggio che gli si è rovesciata addosso. Dopo 6 mesi di totale ostruzionismo da parte di Esercito, Governo, tutto & tutti, finalmente la madre è riuscita a sapere l’atroce e beffarda verità: FUOCO AMICO.

Pat Tillman è stato ucciso dai suoi stessi commilitoni durante uno scontro a fuoco fortuito e confusionale.

Il fuoco amico è un tragico fatto della guerra. Questo governo, questo esercito, chiunque abbia preso parte a queste bugie non ha mentito soltanto a noi, ma a tutto il popolo americano. Non solo hanno mentito sul fatto che Pat fosse stato ucciso dai nemici, ma hanno inventato questa storia per farne un eroe da cartone animato e fare pubblicità alla loro guerra.”

Mary Tillman, madre di Patrick

Di sicuro il buon Pat e la sua storia sono un perfetto esempio di ciò che trasmette il film “Leoni per agnelli”, che vi consiglio. Senza ulteriori commenti.

 

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Mentre osservo i Moratti esultanti (io=interista) parlerei piuttosto del ruolo dello Sport Spettacolo nella società

Maggio 20, 2008 · Lascia un Commento

Ci possiamo imporre tante cose nella vita, ma probabilmente una delle cose più difficili da controllare è l’amore - o l’eventuale legittimo disinteresse – verso una squadra di calcio.

Così come faremmo fatica a mettere a fuoco cosa esattamente ci ha fatto innamorare di una persona, allo stesso modo io non saprei dirvi come è accaduto che d’un tratto il mio cuore abbia iniziato a battere forte per i colori della squadra nerazzurra di Milano. E’ stato molto tempo fa. Ma non è di questo che volevo parlare esattamente.

Scrivo in giorni che sarebbero di festa per noi, dico sarebbero perchè fondamentalmente il legame tra me e la mia squadra del cuore è ormai alquanto sfilacciato, ma anche questo fatto rischia di portarci fuori argomento. Qual è allora, finalmente, il tema del post di oggi?

Il tema è il ruolo che ha il calcio in Italia. Che altro non è se non un sottocapitolo del più ampio tema : il ruolo dello Sport Spettacolo in generale nella nostra società.

La base di partenza è che nella moderna società di matrice occidentale, la popolazione gode di ampi gradi di libertà, grazie all’evoluzione storica dei diritti e tutto ciò che sappiamo bene. Per i gruppi di potere che tessono necessariamente le fila delle nostre vite è importantissimo trovare mezzi che consentano di limitare le nostre libertà senza però poter ricorrere alla violenza.

Dunque. Ci sono poche cose utili a chi deve controllare una moltitudine di persone come l’utilizzo dello Sport Spettacolo. Innanzi tutto procediamo con le definizioni più ovvie: cosa si intende per Sport Spettacolo? Io qui lo definirei come (continua…)

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