Uno dei due è alto e ha un occhio che guarda un pò da una parte. L’altro è magrolino e di statura ridotta, ha l’aria più sveglia, e sarà il protagonista del finale di questa storia. Non sbagliamo di molto se diciamo che si tratta di due ventottenni. Due ragazzi dall’aria simpatica che si presentano in bicicletta nella “mia” enoteca a mezzanotte circa e con una bottiglia dentro ad un sacchetto.
La bottiglia non sarà una bottiglia qualunque. Si tratta di un vino francese: più esattamente un Romaneè Conti. Per chi di vino non se ne intende, come me, ve lo descrivo così: Valore = circa 1.600 euro/bottiglia.
I nostri eroi -mi diranno poi- sono un perfetto esempio di figli, ma in questo caso forse si usa dire discendenti, della Milano super-high-top-class: possiamo tranquillamente immaginarceli miliardari, o milionari, a seconda che abbiate sufficiente dimestichezza con l’euro. O magari miliardari di euro. Non fa differenza direi, quando si va oltre un certo limite. E loro sono decisamente oltre. Credete a me. Se li aveste visti con i vostri occhi sareste d’accordo e capireste subito di cosa sto parland- [Ah! Mi state chiedendo chi è mai questo signore 75enne che parla in modo sconfusionato di fianco a noi, a questa tarda ora e fumando Camel Lights? E' il signor Carlo. Abita qui dietro. Ignoratelo, ve ne parlerò un'altra volta perchè in questa storia non ha alcun ruolo]
Torniamo ai due golden boys, che hanno aperto la loro bottiglia sul bancone e stanno assaggiando il prezioso vino insieme a Sergio, che è il titolare del locale nonchè loro vicino di casa. La curiosità di scoprire di che vino si tratti mi spinge da fuori a dentro il locale, sperando in un gesto di estrema generosità.
Come è andata?
E’ andata che non me l’hanno fatto assaggiare. Ma annusare sì. Lì per lì ho pensato Che stronzi! Ma poi mi sono ricordato di Bono che rispondeva ai giornalisti riguardo alle sue presunte scappatelle con Angie Everheart dicendo Non c’è niente di più falso. Sono fedele a mia moglie. So che non ci credete, ma non è che sono fatto di legno. La verità è che ho un altissimo senso della giustizia per cui: o tutte, o nessuna! Appunto. Perchè mai avrei dovuto assaggiarlo io e tutti gli altri no? Vabbè, diciamo che i due avevano anche loro un alto senso della giustizia.
Ma non sono pentito di essermi spinto tanto oltre, verso la luce di fulgida ricchezza che emanava il trio composto dai due giovani+la bottiglia. Infatti ho intrattenuto una conversazione con gente di altissima collocazione sociale, giusto per fare esperienza, chè non si sa mai dovesse servire un giorno… L’ argomento è scaturito dall’avvicinarsi alla Zona Nevralgica [=sgabelli al bancone vicino alla cassa] di Barbie e di una sua amica mai vista. Barbie è facilmente descrivibile dal nome. La sua amica invece, pur essendo molto bella, è descrivibile in modo più approfondito ascoltando come uno dei due golden boys l’ha approcciata, e cioè: Scusa, ma l’apparecchio per i denti lo metti perchè ti serve o è per una scelta di moda? Voglio dire: al di là che lui è stato l’unico a notare l’apparecchio, questo è uno degli incipit più strambi e originali a cui abbia assistito… Un genio. Lei è diventata rossa come una lampada a luci rosse ed è uscita dal locale bofonchiando qualcosa seguita a ruota dalla sua amica Barbie.
Spiegazione del ricchissimo bevitore di vino pregiato: sua sorella gli ha raccontato che le sue amiche stanno già scegliendo tutte il modello per l’apparecchio dell’anno prossimo, anche se molte non ne hanno nessun bisogno. Sarebbe un vezzo, una moda. Farsi vedere in giro carine e curate, e con l’apparecchio per i denti. Questa sarebbe l’ultima moda della Giovine Aristocrazia Italica, e solo TaCo poteva svelarvela, diciamo così. Voi non mi vedete, ma non so davvero se ridere o piangere….
Ulteriore confidenza del ricchissimo bevitore di vino pregiato, che non si sentiva sufficientemente rassicurato dalla prima spiegazione: vedete, vi starete chiedendo come abbia subito trovato la battuta pronta per attaccare bottone con quelle ragazze [eh sì, ce lo stiamo proprio chiedendo...sù, svelaci il tuo segreto!]. In realtà il merito non è mio. E’ che spesso a cena invitiamo un tale che mia madre definisce il Salvatore di Salotti, perchè ha sempre un sacco di cose da dire e non lascia mai cadere la tensione: parla di tutto, di ogni argomento dalla A alla Z. E’ lui che ci insegna ad essere brillanti [vi giuro, ha detto BRILLANTI]. E’ un giornalista del Sole 24 Ore che viene apposta da Torino.
Ecco, adesso sto proprio piangendo.

Dovete contattare Houston? Occhio perchè la linea è disturbat-
taco.tak@gmail.com

