Post da Giugno 2008

Il Calore: causa e rimedio.

Giugno 27, 2008 · 7 Commenti

Il tema del giorno è obbligato.

Vorrei riportarvi un concetto molto bello della Chimica Fisica. La Temperatura altro non è se non una misura della velocità con cui si muovono le molecole di un corpo intorno alla loro posizione di equilibrio, quella dove mediamente è più probabile trovarle se si scattasse una foto istantanea. Come sapete infatti, a livello atomico o molecolare, anche se un corpo ci sembra fermo, tutto è in continuo movimento. L’avevano intuito già pensatori antichi e c’è arrivato qualche anno fa anche Federico Zzzampajone dei Tiromancino, dunque è un concetto di cui fareste bene ad impadronirvi anche voi.

Qual è un modo per trasmettere calore? Voi immaginate di avere gli occhi del famoso Uomo da 6 Milioni di Dollari, e di fare un bello zoom su una parte qualsiasi del vostro corpo. Vedrete tutte queste molecoline agitarsi senza tregua. Poi immaginate un bel gavettone di acqua ghiacciata che vi arriva dritto in faccia. Acqua fredda,  le cui molecole si muovono poco-poco-poco. Appena l’acqua toccherà il nostro corpo ci sarà uno scontro tra molecole agitatissime (quelle della nostra fronte accaldata) e molecole che si muovono molto lentamente. Il risultato è un rallentamento delle molecole più “calde” e una velocizzazione delle molecole “fredde”. L’acqua ghiacciata infatti non lo sarà più, pian piano si scalderà, mentre noi saremo investiti da una temporanea sensazione di freschezza. Chiaro il concettoooo? Spero di si, chi non ha capito alzi la mano.

Perchè questo fenomeno è importante? Lo è per capire la attanagliante morsa di calore che sta tenendo in scacco la penisola in queste ore. Immaginate infatti milioni di italiani a cui all’improvviso iniziano a “girare i Maroni” ad una velocità incontrollabile. Ciò a causa delle azioni sempre più incostituzionali di questo Caso Umano che abbiamo deciso di adottare come Presidente del Consiglio e che non voglio più nemmeno nominare. Ecco che improvvisamente il moto perpetuo di questo giramento di balle produce un innalzamento della temperatura in tutto l’ambiente a noi circostante. Non ci eravate arrivati vero?

E adesso che lo sappiamo, cosa possiamo fare per combattere il fenomeno? Impedire forse l’esito delle prossime legislazioni? Non credo proprio. Su quel versante è meglio non illuderci, perchè anzi avremmo modo di incazzarci ancor di più, aumentando così senza volerlo il moto palle-rotatorio e finendo per avere l’effetto opposto.

Probabilmente il consiglio migliore su come combattere il caldo l’ha dato Vinicio Capossela nel suo libro “Non si muore tutte le mattine”. Al capitolo 7: MANTENERE LA POSIZIONE. Andiamo a leggere:

Umidità 400%. 37 gradi. Bisogna mantenere la posizione. Se non si è più capaci di prendere una rotta, meglio allora tenere la posizione. Posizione ferma davanti al ventilatore. Fermo anche lui. Svitato il dispositivo che lo fa girare a 180 gradi. Nessuna tentazione a portata di mano. Il mese feriale è arrivato senza pensarci. E’ un mese che vuole ci si pensi per tempo. E’ il precipizio dove l’anno si va a buttare, ma anche se ha avvisato arriva sempre come l’ospite, a sorpresa, e non si sa mai dove metterlo. Io mi metto di fronte al ventilatore. Seduto. Il frigo pieno di birra con il portello incastrato nel ghiaccio. Dentro due intere confezioni da sei. Imprendibili. Non ho la forza di correre più dietro la vita, così l’aspetto qua. Nello scantinato. Treni in partenza ad ogni ora, aspettando soltanto sia troppo tardi per prenderli. A mezzanotte non ne partono più. Allora finalmente mi metto tranquillo. Mi godo le zanzare.

Vinicio Capossela – Non si muore tutte le mattine

E’ importante combattere il caldo torrido. I suoi effetti sono spesso inaspettati e incontrollabili. Basta vedere come hanno influito i 31 gradi che ho adesso in casa sulla ideazione e stesura di questo post allucinante.

Vado a mantenere la posizione. Alla prossima.

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Inno nazionale: “Calabria, in provincia di Sicilia”

Giugno 22, 2008 · 2 Commenti

Un calabrese e un russo in fila all’Esselunga. Solo che questa non è una barzelletta.

“Checcazzo, tutti alla domenica devono venire a fare la spesa. Stasera c’è la partita capito? Ah, lo sai. Speriamo bene? Ma guarda, io italiano sono, della Calabria. —–silenzio  Sicilia. Sì Sicilia, la Calabria e lì. Lì vicino. Solo che se dici Calabria non la conosce nessuno invece la Sicilia sì. Non esistiamo. —-silenzio e imbarazzo—- Stasera se Gesù Cristo mi farebbe il miracolo, speriamo che l’Italia perde 3 a zero! Io la Odio l’Italia. Tu di dove sei? Russo? Eh ieri la Russia ha battuto l’Olanda, 3 a 1. —”no! russia 3 olanda 1″— Eh, appunto, cos’ho detto io?? Avete battuto l’Olanda! —”no, russia vince, olanda a casa”— Eh! Ecchè sto dicendo io? Battuti, li avete battuti. —”ah” ha capito— Bravi. Spero che vincete voi l’europeo. Non questa Italia di mmerda. Io ho sempre lavorato per 15 anni, e guarda qua. Inchiodato sono. Senza lavoro. Questo paese non m’ha dato niente. Questo governo tutto mi ha levato! Quelli prendono i miliardi e a noi che ce ne frega?! Che ce ne viene se vincono?? Niente!! Tutti froci sono. Questi italiani di merda. Cosa dici? Che l’Italia è un bel paese? Ma sei scemo? Tu sei troppo buono, sei. Da quanto sei qua? —non capisce— Quando sei venuto dalla Russia? 5 anni fa? Eh, aspetta ancora un pò e poi vediamo se mi dai raggione… Questo paese di merda.”

 Beh come inno nazionale non c’è male. Mancava solo la mano sul cuore.

 

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Giugno 20, 2008 · 8 Commenti

Tre giorni fa era il mio compleanno. Lì per lì non ha significato molto per me. Non è che ad ogni compleanno e ad ogni capodanno eccetera uno debba necessariamente fare dei bilanci. Però in questi tre giorni sono accadute delle cose che io ho comunque ricondotto al fatto di essere diventato un trentaseienne.

Ve le vado ad elencare.

Ieri stavo per divorare di insulti il conducente di una macchina che mi precedeva a velocità ridicola in seconda corsia sulla A4. Mentre lo superavo, pronto ad ogni gesto e sproloquio possibile, mi sono accorto che era un anziano con a fianco la sua signora. Aveva un aspetto concentratissimo e preoccupatissimo. Ce la stava mettendo tutta anche se francamente era un serio pericolo per sè stesso e per gli altri. Allora mi sono calmato. Anzi mi faceva pena, e quasi avrei voluto difenderlo dagli insulti e le clacsonate impietose di chi a sua volta seguiva me e aveva capito la ragione del pericoloso intoppo autostradale. Ho capito una cosa importante: a trentasei anni è ormai evidente che sono irrimediabilmente un BUONO dentro. Non conta la maschera da perfetto stronzo che ho imparato a mettere nelle situazioni di lavoro, la mia bontà è una cosa più forte di me. [Eppure da quando, piccolissimo, mio padre mi insegnò a giocare a scacchi io ho sempre scelto i NERI. E questa cosa non mi torna.]

L’altro ieri ero un pò depresso perchè non sono riuscito a trovare i biglietti per i Radiohead a Milano. Suonavano all’Arena Civica: un posto incantevole per un concerto. Invece di fare cena all’improvviso ho deciso di prendere la moto, per evitare il traffico, e mi sono diretto lo stesso all’Arena. Ovviamente i biglietti non li ho trovati. Allora mi sono messo sul prato, con la mia birra, e ho iniziato a sentirmi il concerto proprio lì, fuori dallo stadio. Anzi in un punto hanno lasciato anche il portone aperto e si vedevano bene il palco e la folla. E’ stato magico. Un suono straordinariamente bello. Un cielo fantastico. Si è creata un’ atmosfera a dir poco da brivido, e anche passeggiando intorno all’Arena ci si incrociava con le altre persone e si rideva come scemi per questa situazione paradossale e indescrivibile che si era creata. Ho capito dunque un’altra cosa. A trentasei anni è evidente che sono ancora capace di emozionarmi per delle cazzate e di riuscire a rincorrerle. E questo mi ha reso felice.

Stamattina presto ero sul tetto di una scuola nel mio ex-Comune di residenza. Io con i tetti ci lavoro. Sono salito su almeno un centinaio di tetti finora. A dire il vero da circa 2 anni mi occupo solo di marketing e dunque potremmo dire che in questo ultimo periodo sarò salito in copertura sì e no 5 volte. Ormai non ci vado più. Ma oggi sono andato perchè il geometra che mi ha chiamato per chiedermi una mano ha passato troppi guai per quel tetto a causa mia: ai tempi, quando acquisii a sorpresa quella commessa, l’hanno accusato di corruzione, proprio lui che era l’unico pulito in quel Comune. Insomma, non mi sembrava bello mollarlo lì. Ebbene: ho realizzato improvvisamente che non è più tempo di saltellare da un tetto all’altro. Avevo paura. Sarà stata l’ondata di incidenti sul lavoro di cui si sente continuamente. Ho capito con quanta scarsa sicurezza si fanno (e ahimè ho fatto) azioni di lavoro non pensando ai rischi che comportano. [Poi ho notato una cosa: il primo a salire sulla scala traballante è sempre il più sfigato: oggi era un bulgaro. Se fosse caduto probabilmente l'avrebbero assunto il giorno prima. Chiaro no? Poi è toccato al geometra. Infine io, l'ingegnere. Più hai studiato, più hai diritto a non morire in cantiere. Mi è sembrato giusto. A trentasei anni ho focalizzato che i nostri cantieri sono SCANDALOSI, e la sicurezza una vera presa per i fondelli.]

 

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Breaking News: coltivare l’orto e saper navigare a vela, questo servirà più di tutto fra trent’anni.

Giugno 16, 2008 · Lascia un Commento

Il topolino Chavez butta qualche bombetta in giro per vedere come ci si sente a poter lanciare qua e là qualche missilino giocattolo visto che il gatto, Zio George, guarda già avanti e inizia la Campagna d’Europa per mettere all’angolo l’Iran. Poi toccherà alla Corea del Nord. L’asse del male ha le ore contate. Fiu. Come mi sento sicuro.

[Allora, come sarà risolta questa grana del petrolio?]

La balla dell’altra volta era quella delle armi di distruzione di massa. Quella di questa volta è qualcosa di molto simile. Del resto ha funzionato così bene 5 anni fa la più bella definizione di guerra lampo –  che non si capisce perchè mai alla Casa Bianca avrebbero dovuto spremersi le meningi per trovare scuse diverse. E la macchina della propaganda si è già messa in moto: avete sentito la storia del PC portatile sequestrato allo scienziato pakistano che conteneva gli appunti e gli schemi per l’atomica, probabilmente destinati a Teheran? Roba da fumetti. C’è da notare la grande ingenuità dei nostri sistemi di pseudo-informazione, che all’appuntamento di Bush & Berlusconi hanno dato uno spettacolo giornalistico tipo bambini a scuola che alzano la mano e fanno una non-domanda, mentre nel proiettare il servizio del TG1 sulla visita del presidente USA a Buckingham Palace non sono riusciti a tagliare le immagini vistose di dimostranti in corteo con la scritta “BUSH TERRORIST N.1″. Anche quando in malafede non riescono ad evitare di essere proprio maldestri.

E mentre 1200 scienziati rispondono sul nucleare ai 4 deficenti che decideranno per noi, io mi domando cosa farò concretamente quando sarà evidente che la nostra vita non potrà più essere gestita come oggi. Devo dire che mi sento ottimista. Credo che saremo costretti a trovare un modo di vivere migliore, anche se peserà molto allontanarci da alcune comodità.

Per esempio una macedonia potrebbe costarci 300 euro al kg se volessimo comprarla, e data l’importanza di frutta e verdura sarà il caso di tornare a sapere come procurarci da soli questi beni. Oppure: andare in paesi esotici potrebbe non essere più semplice come adesso per colpa del costo ipotizzato di un viaggio aereo tra venti o trent’anni. Ho letto esternazioni di alcuni direttori di compagnie aeree che hanno annunciato tagli a breve anche fino al 30% sul numero di tratte servite per le località considerate minori. Sarà mica il caso di prepararsi a conoscere a fondo i segreti della vela? Chissà. Certamente sarebbe un viaggio più romantico, ma pure più scomodo e lungo.

Al di là di questi pensieri strambi, immgino che la sfida sarà quella di far convivere un ritorno inevitabile delle nostre attività ad una dimensione LOCALE e RALLENTATA, con il mantenimento di una disponibilità di informazioni GLOBALI e IMMEDIATE. Un bel mix, non c’è che dire.

D’altra parte, per chi fosse spaventato dai cambiamenti epici, si può accennare al fatto che in realtà nessuno conosce con esattezza il tempo davvero necessario per l’esaurimento delle scorte di greggio. Magari la nostra generazione non farà in tempo a vivere a pieno il passaggio dall’era degli idrocarburi a quella delle energie alternative. Comunque sia, siamo certamente entrati nel vivo di questo tema, e anno dopo anno non potrà che essere più dominante rispetto a tutti gli altri.

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L’allenatore nel pallone: un post nazional popolare

Giugno 12, 2008 · Lascia un Commento

Ehi! Domani mi raccomando: tutti riuniti a vedere la mitica Nazionale di Calcio! Spero che anche voi mangerete in ottima compagnia: è la cosa più bella – per alcuni l’unica – di questi eventi aggreganti.

Ma io ho un sassolino da togliermi, scusate un attimo… [datemi un minuto: voi non mi vedete, ma mi sto vestendo da italiano medio e tra un pò inizierò a trovare qualcuno a cui dare la colpa, a prescindere. Perchè di certo mia non è]

Allora:

  1. passi Ambrosini anzichè De Rossi: anche il primo ogni tanto la mette
  2. passi un certo Zambrotta anzichè Grosso
  3. passi il non accorgersi che Materazzi non si regge in piedi da 2 mesi
  4. passi aver puntato sul blocco-Milan per il centrocampo
  5. passi che in Italia SI DEVE parlar male dell’allenatore a meno che non si vinca la competizione: in quel caso l’orgasmo collettivo del Paese è salvifico per il malcapitato
  6. passi tutto…
  7. tutto passi…

ma-come-cazzo-si-fa-a-tenere-fuori-Del Piero-capocannoniere 2007 in serie B-capocannoniere 2008 in serie A-campione di decennale esperienza internazionale in grande condizione-per-fare- posto-al-seppur-gagliardo-giovane-informissima-Di Natale? Semmai l’ordine delle presenze in campo andava invertito, SEMMAI.

Quindi sarò lapidario: DONADONI SOMARO.

E io ci voglio anche bene al Mister [sono ex allenatore di una squadra di storditi alcolizzati, mi sento ancora parte della Categoria] e lo so che lui è persona seria. Però l’ha combinata DAVVERO GROSSA. E’ stato un errore troppo grossolano per essere a quei livelli; non ci sono scuse, mi dispiace.

Speriamo si rifaccia. E pure noi.

FORZA ITAL-..ohps.

 

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Il quadro mattutino della situazione. E’ tutto sotto controllo, serve solo capire di chi.

Giugno 11, 2008 · 2 Commenti

C’era gente che sbadigliava stamattina nel traffico meno intenso di metà giugno. E’ quasi il traffico giusto per andare in ufficio in moto, e ci penso mentre guggol mi dice che ancora e ancora e ancora ci sarà mezzo sole & mezza pioggia. Bravo guggol, ma è un pò troppo facile così: essere affidabili senza rischiare.

Ho anche incrociato lo sguardo di due belle ragazze che guidavano e sorridevano da sole, visibilmente sovrappensiero. Ho pensato che ne serve davvero tanto, di sovrappensiero, quando fuori dalla macchina c’è una bellissima giornata dalla temperatura ideale e sai che te ne godrai solo pochissima parte perchè ti aspettano due o tre scontri a fuoco sul lavoro: ne uscirò vivo o morto? E se il buon giorno lavorativo si vede dalle prime e-mail, anche loro non si vogliono sbilanciare: Cattive Notizie- Buone Notizie = 2-2 [per rimanere accordati con l'attuale clima calcio-pallonaro]

In giornate come queste è molto importante essere in forma: in forma come chi cerca maldestramente di allenarsi correndo i 5000 metri. Però stamattina ho come la sensazione di averne corsi ieri 5o mila, di metri. Sarà l’età… Avanza senza chiedere il permesso e ci fa perdere il controllo del nostro corpo, di dove può o non può arrivare.

Ad ogni modo tra le poche cose sicure di questo mercoledì c’è questa: appena scesi dal ponte sulla ferrovia si è ormai capito che c’è sempre appostata la solita macchina dei Carabinieri. Dentro - o fuori - si vedono, appunto, “I Carabinieri”. Quelli dei giorni nostri. Quelli che quando li vedo mi sento quasi in dovere di proteggere io loro, anzichè il contrario. Hanno un’età media di almeno 10 anni inferiore alla mia – io sono negli “enta” – e un’aria spesso ingenua. Se hanno l’aria un po’ troppo sveglia fate attenzione: noterete che quasi certamente stanno infrangendo qualche regola, seppur banale. Come per esempio fumare in servizio, parcheggiare in doppia fila, o semplicemente guidare mentre parlano al cellulare tenendolo in mano senza auricolare. Diciamo che non serve più dare il buon esempio.

Per questa mattina altre certezze non ce ne sono. Facciamocele bastare.

 

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Mi casa su casa!

Giugno 8, 2008 · 3 Commenti

Per quanto Giugno sia il mese più stupendamente bellissimo che c’è insieme a Settembre, e su questo non accetto repliche, fidatevi perchè è così –  purtroppo è macchiato da una ricorrenza che per me è ineluttabile. Lo è di fatto da quando abito qui. Sto parlando della Festa del mio Quartiere.

La festa del mio quartiere è una di quelle feste dei quartieri che servono a far capire al resto della cittadinanza che tutto sommato le cose stanno getting better, perchè ci si può permettere di organizzare una bella festa senza che nessuno venga rapinato-sparato-violentato. Capite cosa voglio dire? Tuttavia io qui ci vivo da circa 4 anni e tranne poche sciocchezze non è mai successo nulla di grave. Certo, è frequentato da gente eccentrica e di cui forse vi parlerò più avanti, ma tutto sommato è tranquillo. Però lo sapete meglio di me: rifarsi una reputazione è un processo moooolto lento, e dunque credo che il nostro quartiere necessiterà ancora di parecchie feste prima di poter essere considerato un quartiere normale, cioè che non ha bisogno di feste. [Scusate le ripetizioni, volevo essere incisivo.]

C’è da dire che l’evento è anche ben organizzato e infatti ha parecchio successo: pensate che l’anno scorso è stata inaugurata addirittura la versione invernale, il giorno della Vigilia di Natale. Che giuoia.

Vi chiederete da dove vengano l’astio e il sarcasmo da parte mia verso questa pacifica manifestazione… Ve lo spiego subito.

  1. è sempre di domenica, e inizia molto presto, tipo alle 8
  2. io abito al primo piano, fatevi due conti acusticamente parlando
  3. fate gli stessi conti del punto 2 aggiungendo però che dalle ore 14 c’è l’appuntamento con il karaoke gentilmente offerto dal panettiere che ho proprio sotto la mia camera da letto
  4. il suddetto panettiere per l’occasione frigge anche i panzerotti, e lo fa per tutto il santo giorno. Per questo casa mia ha l’odore di un panzerotto fritto dalle 10 di mattina fino al giorno dopo
  5. a Dicembre dell’anno scorso mi hanno portato via la macchina con il carro attrezzi perchè non mi sono ricordato che c’era, appunto, la festa in versione invernale. Al mio risveglio invece dell’auto c’era la bancarella del pollo allo spiedo e patatine.

Adesso però, che ho elencato questi problemi uno per uno, non vorrei aver esagerato con il tono del mio sfogo dando quell’idea di colui che sputa sul piatto dove mangia. In realtà ci sono anche cose molto belle nel mio quartiere, e farò un elenco anche di queste.

  1. ci sono la miglior pasticceria napoletana e il miglior panificio pugliese dell’hinterland di Milano
  2. quando torno da lavoro la sera mi piace tantissimo vedere gli ispanici con i loro furgoni SDA o BARTOLINI parcheggiati male e da cui esce musica latinoamericana a tutto volume: si concedono, esausti, la loro sacrosanta Heiniken da 66 cc insieme a fidanzate, mogli e parentame vario: altro che happy hour!
  3. da poco hanno aperto una macelleria araba al posto di una cartoleria; dopo l’iniziale diffidenza e un muro di CocaCole in vetrina per sciogliere la tensione, ora direi che si sono perfettamente integrati. L’ho capito quando ho notato che le signore vanno a comprare i loro pezzi di manzo sempre più ingioiellate e truccate, e questa cosa mi fa morire dalle risate, non aggiungo altro
  4. nel mio palazzo ci sono bambini di tutte le razze - mi collego al post scritto qualche giorno fa - ed è bellissimo la mattina vederli andare a scuola mentre parlano tra loro con l’accento più milanese del mio!

Ecco, direi che così siamo pari. Ho reso giustizia al posto dove abito. Ora vado a cercare di vedere la Moto GP, sperando che qua sotto non facciano troppo casino!

 

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