Post da Maggio 2008
Io sono sempre stato bravo in matematica. Sia per predisposizione sia per aver avuto dei bravi maestri. L’ultimo di questi, il più speciale, aveva una fissazione per la Geometria euclidea. Andando contro la corrente dei docenti più giovani che pian piano sostituivano i programmi di Geometria con dosi più massicce di algebra e iniezioni della “neonata” informatica, lui ci costringeva a spremere le meningi per risolvere i famosi quanto ostici teoremi. Una ginnastica per il cervello che a mio avviso non ha eguali.
Ieri ho visto Annozero e ci sono rimasto di merda, in senso positivo però. Non immaginavo che Santoro fosse a tal punto un genio. Da oggi ho la ferma convinzione che Santoro sarà il mio professore di Geometria preferito. Infatti così come la Geometria è una palestra importante per aggredire razionalmente un problema, allo stesso modo un buon programma di dibattito politico è fondamentale per crearsi un pensiero critico sul mondo che ci circonda.
Ho visto domande vere, risposte affilate e appassionate, tensione sul volto degli invitati, e tanta credibilità. Tutti hanno fatto tremendamente sul serio, nessuno escluso. Ed è merito del padrone di casa se questo è avvenuto. Ho visto un programma che ha fatto cultura. Dove anche gente che detesto, come Mieli o Pomicino, è riuscita ad insegnarmi qualcosa. Il campo da gioco era ideale perchè sterminato: Andreotti, mafia, P2, Falcone, le stragi, Moro, Sindona, tutto.
Qual è stata la risposta di Santoro ai suoi detrattori dell’ultima ora? Semplice: ha sbattutto loro in faccia com’è che si fa il proprio mestiere. Punto.
C’è una distanza incolmabile tra Santoro e presentatori-zerbino come Vespa o Mentana, e questo è risaputo. Ma non è solo su questo che si è basata la bellezza del programma. Ne’ sono stati gli interventi giornalistici di Travaglio o la gradita presenza di Sorrentino- che presentava il suo ultimo film IL DIVO - a fare la differenza, seppure importanti.
Ciò che mi ha sconvolto positivamente è stato come ne sono usciti i cosiddetti cattivi: quello che fa più male probabilmente ai nani del potere attuale è proprio vedere gli uomini del potere di allora e la statura sproporzionatamente più elevata di questi ultimi. C’è, infatti, distanza incolmabile anche tra l’allora ministro della giustizia Martelli e quello uscente Mastella. C’è distanza incolmabile tra i politici considerati spregevoli della Prima Repubblica, come può essere un Pomicino, e quelli di oggi, come un Gasparri o un Calderoli. Così come c’è una distanza incolmabile tra chi pur essendo visibilmente istituzionalizzato e inquadrato come Mieli ha la fortuna di lottare nel campo della carta stampata e chi invece, ahimè, galleggia nelle emittenti televisive, Riotta in primis. Si potrebbe andare avanti per ore, credo sia chiaro il concetto.
E’ stato questo, ieri, il pugno in faccia di Santoro contro chi ci vorrebbe tutti figli di Italia 1.
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Calpestando per un istante ogni traccia di modestia, posso confessarvi che sono veramente ma veramente bravo – assai – a fare il risotto. Ve lo dico perchè stasera ho preparato l’ultimo risotto della stagione. Buonissimo. Peccato che nella mezz’ora successiva a quando l’avevo mangiato l’avevo anche smaltito col sudore dovuto alla sempre più insopportabile cappa di umidità.
E io odio l’umidità.
La mia strategia preferita per combattere l’afa è aggredirla a colpi di gelato. E se c’è un gelato a cui non dirò mai di no, nemmeno in fin di vita causa diabete, è l’ häagen dazs alla panna & fragole. Vi invito ad un minuto di silenzio, please, per celebrare questa dolce muerte. Lo stesso minuto che tipicamente impiego per capire che anche stavolta i buoni propositi di non finirlo tutto d’un colpo non serviranno assolutamente a niente.
E io odio tradire i miei buoni propositi.
Come quelle volte che mi prometto che “Se non piove oggi vado a correre”. Poi nella pausa pranzo faccio la danza della pioggia - che non funziona mai - allora di seguito, sul tragitto verso casa, provo a bucare una gomma della macchina - senza riuscirci - e infine decido che è troppo tempo che non passo a far vedere a mia madre e mio padre che sono vivo, perciò mi dispiace per la corsa ma devo trattenermi a cena fuori. Che infame.
E a proposito di infami.
E’ da quasi un anno che non rivolgo del tutto la parola ad un mio fu-amico. Si è comportato da Vile. Vile = colui che usa la sua forza applicandola deliberatamente sulla debolezza altrui. Ho il gravissimo difetto di non saper perdonare. Finalmente siamo arrivati all’argomento.
L’ho fatto solo una volta CREDO. Di perdonare. E qui, però, mi fermo.
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Vorrei trovare il modo di incastrare tra di loro pensieri che mi sono ritrovato così, sciolti nella testa, dopo aver ascoltato due frasi interessanti negli ultimi giorni. Per cui questo post è un po’ a pezzi.
“C’è solo un modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.”
Paul Valéry [citato da Marco Travaglio nel suo ultimo intervento in streaming sul blog di Beppe Grillo]
“Mio padre non si è mai perdonato di essere rimasto per una vita vice-magazziniere, senza mai realizzare il suo sogno di diventare capo-magazziniere.”
Enzo Biagi [intervistato da Fazio su come cambia l' "orizzonte" delle ambizioni passando da una generazione alla successiva]
Sì, cioè. Non possiamo non fare i complimenti a Travaglio per la citazione - con una pacca sulla spalla anche all’ottimo Paul Valéry, direi – per poi concludere che, con ogni evidenza, Enzo Biagi era un uomo molto sveglio.
Che poi. Chissà perchè se penso a persone che inseguono il loro sogno, in questo momento, immagino uomini e donne che vorrebbero il lavoro dei propri sogni. E questa è una cosa tanto nobile quanto a rischio di essere contro-natura. E la natura difficilmente si fa fregare.
Infatti. Guardiamo in faccia la realtà: ragionando per assurdo, quale comunità di esseri umani, senza prevaricarne altri, potrebbe vivere e sopravvivere a sè stessa garantendo ad ognuno dei suoi componenti la possibilità di fare ciò che più gli piace?
Però. Guardiamo in faccia anche quest’altra, di realtà: non è che la fregatura è arrivata di nascosto quando ci siamo fatti convincere da Megan Gale che “TUTTO è INTORNO a TE” ?
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“E’ stato sorprendente osservare un report condiviso con noi dall’istituto dell’istruzione primaria e secondaria statunitense. Un report che tra le altre cose conteneva la Categoria “Lamentele sulla Condotta degli studenti”, mettendone a confronto i contenuti di quella compilata nell’ultimo anno con quelle degli anni ‘60. Allora si potevano leggere cose del tipo <<gli alunni masticano il chewing gum nei corridoi e prima dei pasti>> oppure <<gli alunni più indisciplinati corrono dai bagni verso la mensa facendo gran rumore>>. Oggi si parla di <<armi nascoste negli armadietti>>, di <<violenza e aggressività verso le compagne di classe>> e ovviamente <<spaccio di droga nei gabinetti e nei giardini scolastici>>.”
Il Preside di un prestigioso istituto privato milanese, ospite a pranzo dai miei
“Mamma quando sono grande è vero che vado a broccolare con Samuele??”
Mia nipote di 3 anni e mezzo -come il suo cuginetto coetaneo Samuele del resto- oggi a pranzo, sempre dai miei
Allora, io capisco che col passare del tempo i giovani crescano sempre più in fretta, ma qua mi sa che queste generazioni hanno ingranato una marcia incontrollabile!
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Spero che capiti anche a voi ogni tanto di rimanere catturati da una manciata di secondi di un brano musicale, magari mentre in macchina state guidando e vi tocca anche distrarvi per far tornare indietro il CD al punto in cui inizia l’incantesimo.
A me capita spesso, ma da diversi anni mi capita SEMPRE quando ascolto Zoo Station, ed esattamente dal punto che recita:
“Time is a train
Makes the future the past
Leaves you standing in the station
Your face pressed up against the glass”
U2 – “Zoo Station” - (Achtung Baby, 1991)
e poi giù, a tutto gas, ritornello su ritornello fino alla fine.
Cosa racconta questo brano?
Racconta che gli anni ‘80 erano davvero finiti. Racconta che anche nel mainstream la melodia facile non era più un dovere. Per esempio, ci racconta che la rock band allora più seguita del pianeta aveva deciso che la voce poteva non essere più voce, e che la batteria poteva puzzare di fabbrica e metallo.
In definitiva ci trasmette l’idea che stavamo lasciando un’era e i suoi valori per entrare in un’altra. Le poche e semplici note di chitarra con cui si chiude il brano hanno una potenza straordinaria: da un lato suonano come campane a morto per il decennio che era appena trascorso, e dall’altro è proprio Edge – il chitarrista - ad accompagnarci per mano oltre la linea di confine, perchè è l’unico dei quattro musicisti il cui suono era ancora facilmente riconoscibile, un marchio di fabbrica che ci aiutava a non cadere a terra del tutto storditi, lasciandoci un minimo senso dell’ orientamento.
In una trasmissione di Red Ronnie avevo sentito un commento su Achtung Baby proprio in prossimità della sua uscita, un commento che mi colpì, e che suonava più o meno così:
“…cioè, non è che voglio stare qua a dire questi sono bravi, o questi non sono bravi,…però, ti dico…’sta roba qua, ’sto disco, oggi come oggi è la colonna sonora del mondo, capito?…poi ognuno può pensare quello che vuole…”
Vasco Rossi
Io non ci ero arrivato subito.
[soprattutto per chi non sapesse nemmeno di cosa sto parlando, troverete un assaggino della sequenza commentata in questo post nella Scatola Nera, qua di fianco, sulla destra----->il file si chiama "zootease", play it loud!]
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Nyotaimori – la pratica di mangiare sushi dal corpo di una donna
…eh già. Di questa foto parleremo poi alla fine, non cambiate canal- Poi capita che certi giorni mi lasciano da solo nel nostro bell’ufficio, e inizio a pensare a dove fare pranzo. Quando accade il più delle volte ripiego verso casa mia. Non è il massimo pranzare fuori e da soli, ho già dato abbondantemente durante i diversi anni di trasferte on the road.
Da qualche tempo però ho scoperto un posticino che può fare davvero la differenza nelle giornate più dure: si tratta di un ristorante giapponese chiamato Feng Shui – originalissimo nome – che sta proprio a due passi dalla mia enoteca preferita, cioè in fondo a Via Botta a Milano. Questo posto è particolare per diverse ragioni ma la prima in assoluto è che il sushi è buonissimo.
Subito dopo viene la non trascurabile ragione che il pranzo di lavoro viene organizzato nel cosiddetto Buffet a Volontà, che evidentemente è la traduzione dal giapponese del seguente concetto: con 9,90 € (beveraggio escluso) potete mangiare tutto quello che la decenza e il vostro stomaco possono sopportare, basta alzare le chiappe e servirsi.
Come terza ragione - ma mentre le elenco devo ammettere che faccio fatica a stilare una reale classifica tra di esse – c’è una congiuntura astrale: si dà il caso che Via Botta sia piena di Show Room di aziende legate alla moda, e dunque se siete bravi con le associazioni di idee avrete già intuito che tipo di clientela femminile potrete ritrovarvi gomito a gomito mentre lottate per prendere dal bancone l’ultimo nigirisushi rimasto.
E’ inutile sottolineare il clima di relax all’interno del locale, perchè è una cosa comune a quasi tutti i ristoranti giapponesi; anche questo aspetto non guasta in vista della ripresa del lavoro.
Ecco. Circa una o due volte al mese, se riesco a coinvolgere all’ultimo secondo qualcuno che mi accompagni, mi permetto questo piccolo lusso, e lo consiglio a chiunque ne abbia la possibilità.
About picture above – cosa ne vogliamo dire del Nyotaimori ? Pro o contro? E’ svilente per le donne?… Che poi una potrà pensare: se ho voglia, col mio partner lo faccio. D’accordo, ma non è svilente trasportare questa usanza culturale giapponese, che sicuramente avrà un suo significato, in locali notturni per curiosi e arrapàti, con cena da 150 euro a cranio?
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Ecco cosa c’entra.

Partiamo da due certezze. La prima è che questa è stagione di fragole. La seconda è che la stampa istituzionale, insieme a molti blogger “around the world”, hanno dato sufficiente risalto alle parole della povera Mara Carfagna, tanto da poter dire che questi sono anche giorni dove un tema che tira è la divErSità.
Dunque, avendo promesso nel mio contratto con gli italiani (qui, nel punto 2) che in questa sede non si pratica il “tiro al piccione” – nè alla picciona, in questo caso – prenderò l’ aRgomenTo da un’altra angolazione, e lo scrivo proprio così (perdonate la malizia) per mantenere ogni aderenza con i significati di cui sopra.
Date retta a me. Se volete davvero sentirvi osservati come dei Diversi, davanti a vostra madre così come davanti a vostro fratello, davanti ad amici, nemici, conoscenti e CASSIERE, è molto semplice: non fate la Fidaty Card! E’ sbalorditiva la faccia di chi vi guarderà come se foste l’ultimo cretino piombato da un altro pianeta. E i premi? Non li vuoi i premi? Tanto la spesa la devi fare comunque… E io qui ci godo ancora di più, mentre confesso che in effetti da almeno 4 anni faccio le mie compere proprio all’Esselunga; e c’è da dire per inciso che mi trovo anche bene.
Quello che probabilmente tutti ignorano - o almeno non colgono la portata del suo valore di mercato - è l’enorme quantità di informazioni sui consumi di intere città che questi signori riescono ad ottenere ad un prezzo ridicolo, veramente paragonabile a quello di una fragola!
Ci sono aziende di ricerche di Marketing che si fanno pagare le informazioni sui consumi, specialmente di massa, per decine di migliaia (continua…)
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